giovedì 20 ottobre 2011

Provincia di Vibo Valentia: no agli accordi di potere. L'alternativa si costruisce in strada.


L’ingresso di Noi Sud con la nomina della nuova giunta operata dal presidente De Nisi ha definitivamente squarciato quel leggero velo di ipocrisia politica che da sempre ha caratterizzato questa maggioranza. La cosa non dovrebbe stupirci, se non fosse che il livello raggiunto è ancor più basso di quello a cui si era pensato. Da sempre la politica vibonese ci ha presentato uomini dalla morale politica spessa come la carta velina. Oggi, con questa nuova scelta, il balzo di qualità: trasformismo, opportunismo, qualunquismo arrivismo diventano nuove categorie politiche che soppiantano le vecchie e desuete ideologie. Loro la chiamano politica del fare, giocata sulla testa dei cittadini. In questo quadro quanto mai chiaro, ci appaiono insensati ed un pò ingenui i continui appelli tesi a convincere il presidente De Nisi a ritornare sulle sue posizioni. Di lui non ci si poteva fidare, e non si può continuare a farlo ora, seppur delusi come degli amanti traditi. Questo nuovo accordo con Noi Sud, del resto, può dare al presidente De Nisi la sola ed unica certezza, se così la si può definire, che forse alle prossime elezioni sarà con lui, non di certo con il centro-sinistra: l’accordo trova fondamento solo nella soddisfazione di elementi e richieste di carattere personale, che fortunatamente non riguardano tutti i partiti alla sua sinistra. Ed è oltre modo vero, che tutta questa triste vicenda serve da lezione a tutta la sinistra. E’ infatti impossibile credere che le alleanze e le alternative si possano attuare dentro i palazzi istituzionali, utilizzando quale merce di scambio uno o più posti di potere. L’alternativa, ed insieme la costruzione di nuove e durature alleanze, si costruiscono sulla base di programmi condivisi, elaborati nell’esclusivo interesse collettivo, attraverso confronti serrati, ma di sicuro leali, che infine portano alla definizione di strategie condivise e credibili. Come Rifondazione Comunista, solo su questo esclusivo terreno oggi c’è tutta la nostra disponibilità. La politica oggi non ha bisogno di accordi sottobanco, di piccoli aggiustamenti in corso d’opera per rinsaldare prospettive di rielezione. Alla politica serve riprendersi una credibilità perduta, sebbene quello a cui assistiamo sgomenti oggi non ha nulla di politico.

domenica 2 ottobre 2011

Sul bilancio, il PdL, chieda al suo alleato


Tutte quelle rare volte che il ligio consigliere Mazzeo trova le forze per fare uscire il suo flatus vocis, ripete pedantemente lo stesso ritornello. Mancanza di idee e finanche fantasia. Non è una colpa sia ben chiaro: a lui gli è valsa la nomina di capogruppo del Pdl. Non troviamo neanche il mordente per questa ennesima risposta a chi si richiama ad esperienze passate, in maniera inesatta, per una evidente incapacità di saper guardare al futuro. Sui bilanci, lo ribadiamo ancora una volta, dell'amministrazione di centro sinistra, gli ricordiamo che può chiedere al suo collega di banco, il quale è stato rappresentante della passata amministrazione, in qualità di vicesindaco e di assessore al Bilancio, ed in tale veste ha redatto, o meglio avrebbe dovuto farlo, i documenti economici e finanziari, e che ora è l’alleato senza il quale questa triste avventura non avrebbe avuto inizio.
Non ci sembra che in quella occasione, quando si trattò di contrattare i suoi voti, qualcuno del Pdl, né tanto meno l'attuale capogruppo, si sia richiamato ad esperienze passate, o si sia particolarmente indignato per il suo operato.
Tra i comuni cittadini, nessuno riesce a cogliere il senso intimo di questa primavera, di quel rifiorire, di quella luce di cui Mazzeo implicitamente parla. Forse quei pochi eletti tra amici e parenti che, sfuggiti al rigido “rispetto delle norme in modo effettivo che rappresenta la regola” di cui parla Mazzeo, nel privilegio credono risieda il segreto della felicità e vedono il favore come il paradiso terrestre.
Per quanto riguarda il circolo “Spartacus” e Rifondazione Comunista, la sua sede è in Via Gagliardi n.54, e siamo presenti nel panorama politico nazionale e locale sin dal 1991. “Dietro questa sigla” si “nascondono” esclusivamente liberi cittadini e cittadine che intendono esercitare normalmente il diritto/dovere all'impegno civico e sociale. Ma questa è materia troppo difficile da cogliere da chi, per cultura e sensibilità, non ne è sufficientemente avvezzo. E non ci spaventano i bassi tentativi per zittirci.

Dall’acquisto dell’ex Saima per un milione di euro, alla svendita totale del patrimonio immobiliare comunale.

Dall’acquisto dell’ex Saima per un milione di euro, alla svendita totale del patrimonio immobiliare comunale: la schizofrenica  azione amministrativa è il sintomo di una incapacità manifesta. Solo qualche settimana fa l’assessore al Bilancio garantiva che i conti erano a posto, salvo poi l’intervento dell’illuminato undicesimo assessore alla carta bollata, che ripara con argute proposte: alzare le tasse e svendere i beni. Siamo ai prodromi di un dissesto finanziario? Per quale ragione si intende favorire speculazioni di questo tipo? Un amministrazione degna di questo nome avrebbe passato in rassegna l'intero patrimonio comunale, decidendo in seguito quali beni si debbano ritenere inalienabili per storia e interesse e che meglio rappresentano la nostra città. Così non è, ma altro non ci si può aspettare dalla destra vibonese.  Per quanto ci riguarda, siamo fortemente contrari ed invitiamo la minoranza consiliare a presentare un OdG che dichiari l'inalienabilità dei beni storico culturali più rappresentativi, vincolandoli con progetti e impegni istituzionali e privandoli di interesse speculativo. Ci appelliamo anche alla città per un moto di orgoglio che si ribelli alla distruzione del patrimonio immobiliare storico ed artistico, ai consiglieri di opposizione che si uniscano perché nel consiglio comunale con quell'ODG si metta a nudo la volontà del PDL sulle reali condizioni della città e delle sue finanze. Più modestamente, poi, ci permettiamo di suggerire all’assessore Manfrida di rimettere il proprio mandato. Risparmieremmo sicuro, e non solo una indennità di carica evidentemente pagata a vuoto dall’intera comunità vibonese.
Partito della Rifondazione Comunista
Circolo “Spartacus” Vibo Valentia