domenica 2 ottobre 2011

Dall’acquisto dell’ex Saima per un milione di euro, alla svendita totale del patrimonio immobiliare comunale.

Dall’acquisto dell’ex Saima per un milione di euro, alla svendita totale del patrimonio immobiliare comunale: la schizofrenica  azione amministrativa è il sintomo di una incapacità manifesta. Solo qualche settimana fa l’assessore al Bilancio garantiva che i conti erano a posto, salvo poi l’intervento dell’illuminato undicesimo assessore alla carta bollata, che ripara con argute proposte: alzare le tasse e svendere i beni. Siamo ai prodromi di un dissesto finanziario? Per quale ragione si intende favorire speculazioni di questo tipo? Un amministrazione degna di questo nome avrebbe passato in rassegna l'intero patrimonio comunale, decidendo in seguito quali beni si debbano ritenere inalienabili per storia e interesse e che meglio rappresentano la nostra città. Così non è, ma altro non ci si può aspettare dalla destra vibonese.  Per quanto ci riguarda, siamo fortemente contrari ed invitiamo la minoranza consiliare a presentare un OdG che dichiari l'inalienabilità dei beni storico culturali più rappresentativi, vincolandoli con progetti e impegni istituzionali e privandoli di interesse speculativo. Ci appelliamo anche alla città per un moto di orgoglio che si ribelli alla distruzione del patrimonio immobiliare storico ed artistico, ai consiglieri di opposizione che si uniscano perché nel consiglio comunale con quell'ODG si metta a nudo la volontà del PDL sulle reali condizioni della città e delle sue finanze. Più modestamente, poi, ci permettiamo di suggerire all’assessore Manfrida di rimettere il proprio mandato. Risparmieremmo sicuro, e non solo una indennità di carica evidentemente pagata a vuoto dall’intera comunità vibonese.
Partito della Rifondazione Comunista
Circolo “Spartacus” Vibo Valentia

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