martedì 13 settembre 2011

Giunta inconcludente, sindaco assente.

L’attività amministrativa del centro destra vibonese è sotto gli occhi disgustati di tutta la città: una giunta vuota, assente, decisamente incompetente ed un sindaco incapace di prendere anche la più banale delle decisioni, il quale non è ancora riuscito a spiegare quali siano le sue linee programmatiche per lo sviluppo della città. Riteniamo indecente dover assistere, ancora oggi, ad operazioni propagandistiche, tipiche del "ventennio", di una amministrazione e di una maggioranza di centro-destra che in realtà annaspa in maniera patetica nella più totale confusione, senza riuscire a seguire le criticità quotidiane della città, ma non rinunciano ai proclami. Ed è proprio questo declino sulla quotidianità cittadina che ci preoccupa. Dall’acqua ai rifiuti, alle strade, alla sicurezza, dall’ambiente ai servizi sociali, nulla è stato fatto, ed ormai uno sbiadito ricordo rimangono le tante promesse elettorali. Come Rifondazione Comunista siamo fortemente preoccupati dallo stato attuale delle cose, così come siamo preoccupati dalle continue inefficienze, superficialità ed approssimazioni sia dell’apparato politico che di quello amministrativo, come dimostra l’ultimo ed irrisolto caso del partigiano Papandrea. In questo caso, sarebbe bastato che il dirigente di settore leggesse attentamente il regolamento approvato, per rendersi conto che quel gazebo non poteva essere autorizzato, come puntualmente indicato dall’art. 3 del regolamento che disciplina ogni tipo di installazione, soprattutto nel centro storico. Quanto alla questione acqua potabile, abbiamo già avuto modo di denunciare come iniqua la decisione di un misero risarcimento percentuale, senza però l'adeguata propaganda e la facilità alle modalità di accesso a questo tipo di agevolazione. Ma ancor più scandaloso è che per ottenere tale e dovuto risarcimento bisogna firmare una dispensa di responsabilità con la quale - citiamo letteralmente - ogni cittadino "dichiara esplicitamente di rinunciare ad azioni giudiziali per risarcimento danni, nei confronti del Comune di Vibo Valentia a causa della non potabilità dell’acqua”. Come a dire, se vi accade qualcosa, accontentatevi del 30% di sconto. Ancora più allarmati ci riteniamo dall’involuzione sul piano etico e morale, prodotto culturale tipico della destra di ogni tempo, che ha agganciato Vibo Valentia ad un pericoloso rallentamento sulla via dell’emancipazione. Suonano strani alcuni incarichi ed affidamenti diretti affidati a parenti ed affini, trasversalmente in ogni settore, che seppur al limite della legittimità, risultano discutibili sul piano morale e certamente poco opportuni. Altrove, sarebbero scoppiati veri e propri casi di “parentopoli”, si sarebbe chiesto con forza le dimissioni. Ci chiediamo quando l’attuale amministrazione si renderà conto che non è più il tempo per gli improvvisatori? Questo modo di amministrare avrà effetti negativi sull’intera città. Chiediamo con forza che i consiglieri di opposizione sollevino con tutte queste questioni al prossimo Consiglio, questioni di cui certamente saprannoma per cui colpevolmente tacciono.

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