venerdì 22 luglio 2011

Provincia VV : la consigliera è inadeguata, si dimetta !

Speriamo che non ce ne voglia nessuno, ma la nostra lettura delle parole della consigliera Citton non riesce a non essere totalmente algida, priva della capacità di cogliere qualsiasi possibile provocazione, qualsiasi eventuale ironia. Conosciamo bene il retrogusto fastidioso delle sue affermazioni, quel sapore acre e stucchevole che è lo stesso dei patti non rispettati, delle parole fintamente in libertà, dei luoghi comuni fuori contesto, degli impegni indefiniti, dei vuoti proclami, della banalità senza assoluzione.Conosciamo bene quell'amaro sapore è lo stesso dell'azzeramento sventolato e poi rinnegato, è lo stesso dei predicozzi sulla politica, sulle poltrone, stando seduti su soffici sofà. Onestamente ci ha annoiato questo eterno atto d'accusa senza speranza se non quella, per una volta, di assumere completamente la responsabilità delle proprie parole ed esserne coerente e conseguente .In una sola parola: dimissioni. Perché se non si riesce ancora a comprendere quali siano le motivazioni che hanno sollevato i nostri dubbi e le nostre critiche, o peggio, se si finge di non comprenderle per meglio sfuggire alla responsabilità della risposta, è evidente che si è totalmente inadeguati al ruolo che si sta ricoprendo e la strada non può che essere una ed una sola. Il danno comunque è stato fatto e le patetiche sortite di questo genere sicuramente non aiutano a recuperare alcunché. Non recuperano lo scarabocchio politico determinato e alimentato dal voto sul bilancio di qualche settimana fa e sopratutto non recuperano la divisione creata a sinistra con scelte unilaterali assolutamente in controtendenza rispetto alla missione “divina” della consigliera e del suo partito: unire la sinistra, costi quel che costi purché siano sempre gli altri a pagare conto, pegno e dazio. Continuiamo a considerare questo atteggiamento, l'unica cosa irriguardosa, offensiva ed inopportuna in tutta la vicenda. L'unico giochetto di questa estate che realmente si è fatto burla di elettori, politica e candidati. Troppo spesso la consigliera dimentica che, proprio in virtù del suo ruolo politico, delle spiegazioni su questo improvviso cambio di linea avrebbe dovuto fornirle indipendentemente dalla nostra volontà o anche semplicemente dalla nostra voglia di ascoltarle. La consigliera è talmente estranea al tessuto cittadino e provinciale da non riuscire a distinguere chi sta dietro le scrivanie, chi sta sopra le poltrone e chi quotidianamente conduce battaglie, apre vertenze, avvia dibattiti, non nella ovvietà del breve periodo pre-elettorale, ma fuori da ogni sospetto, oltre ogni intento di piccolo cabotaggio dalla breve scadenza. Un'altra affermazione ad effetto, dal retrogusto aspro e dal solito vecchio retroterra ambiguo e privo di ogni fondamento, della quale avremmo potuto e saputo fare tranquillamente a meno. Sappiamo vivere senza queste ammissioni di colpa più o meno implicite come quelle contenute nell'ultima sortita della consigliera. Niente azzeramento, niente uomo preferito, niente cambiamento. Niente di niente. In questo cosmico niente, in questo vuoto spinto in cui le sue decisioni l'hanno ricacciata, comprendiamo il tentativo di una nevrotica e sconclusionata passerella che strappi lo strascico di un ultimo applauso al pubblico stanco e frettoloso di andar via. Speriamo almeno abbia avuto l'avvedutezza di una claque capace: non vediamo infatti all'orizzonte gente ben disposta all'applauso e una sfilata finale nel silenzio assoluto del teatro  sarebbe tristissima tanto da commuovere anche noi, cinici giocatori del tiro all'essere umano in questa strana e calda estate.

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