Come un nuovo Narciso della politica nostrana, perennemente intento a riflettersi nello stagno delle sue parole, nella palude delle sue battute e a riderne rileggendole, evidentemente, Tassi non riesce ad afferrare ciò che a tutti è apparso cristallino, lapalissiano fin dal primo momento. Mi spiace.Questa sua cattiva disposizione non solo alla comprensione delle ragioni altrui, ma anche, semplicemente, alla lettura delle stesse, è un limite di protervia che evidentemente si deve pagare,seppure con il rischio della pedanteria, esclusivamente con la ripetizione degli stessi concetti, in forma sempre più semplificata,affinché, anche a gente involontariamente distratta come lui, possa prima o poi giungerne il senso.
La FdS ha esposto più volte un duplice ordine di motivi inerenti la sua opposizione alla scelta unilaterale esercitata nella fattispecie da Sel. Scelta che si è rivelata, tanto lungimirante e avveduta, da consegnare il quadro di quella sinistra, che in modo cantilenante si dice di voler unire, irrimediabilmente spaccata e divisa.
Il primo riguarda motivi inerenti il metodo. Riteniamo assolutamente scorretto assumere unadecisione così importante, quale il cambio di linea politica, senza quantomenoinformare i partiti alleati, ossia, coloro che con onestàe dedizione tre anni or sono hanno chiesto, mettendoci la faccia e no solo, ivoti per l'elezione della consigliera Citton: i candidati. Sequesto è il metodo che qualcuno intende usare per riprendere ildialogo ed unire la sinistra, non credo avremo, in futuro molto da raccontarci.Ritengo che questo atteggiamento sia l'unica cosa irriguardosa,offensiva ed inopportuna in tutta la vicenda che, a rileggere gliultimi interventi, assume i contorni grotteschi più che farseschi. Aparole, attraverso numerosi pronunciamenti, esternazioni o altro,viene invocata l'unità, nei fatti delle difficoltà oggettive che impediscono il percorso di avvicinamento si sono poste. Evito comunque, per la mitezza caratteriale che mi caratterizza già senzainvito di alcuno, di entrare nuovamente nella specificità di certesgradevoli e imbarazzanti situazioni.
Il secondo riguardamotivazioni inerenti il merito della vicenda stessa. Il nostroPartito, in occasione delle elezioni provinciali del 2008, si èpresentato, malgrado tutto, nonostante la schizofrenia politica dialcuni soggetti oggi tenda a negarlo, con un proprio ed autonomo progetto politico chepuntava all'alternativa, e dunque questo rimane un datoimprescindibile dal quale eventualmente partire al fine di avviare unserio e concreto percorso che avesse nella discontinuità politica,programmatica ed amministrativa i pilastri portanti. La confusionegeneratasi anche all'interno del Consiglio Provinciale non offrivagaranzia alcuna circa l'agibilità politica per qualsiasi discorsofinalizzato al rilancio del centro-sinistra. Sono cose che scrivevamogià il nel Settembre 2010. Figuriamoci se oggi, a distanza di unanno, riusciamo a intravedere minimamente condizioni mutatefavorevolmente in tal senso. Alternativa, discontinuità ed unità,per noi, non sono semplici parole da pronunciare in libertà. Il cambiamento, non è una serie di vaghe richieste volte a giustificareuna scelta priva di qualsiasi ragione credibile che ancor menocredibile viene resa dal vano sacrificio in nome del quale sembraquasi sia stata compiuta: salvare la provincia. Verrebbe da dire :nostri eroi ! Il punto di partenza è un altro, ed è semplicemente diverso. Quel cheTassi considera una risorsa, questa amministrazione, noi consideriamoun' ostacolo al dispiegarsi libero e sereno di un dialogo a sinistrache si possa basare su un terreno pressoché agibile e non paludoso,che non renda vulnerabile qualsiasi progetto di rilancio, e definiscameglio il perimetro entro cui ci si può muovere. Crediamo questo, unpunto di partenza imprescindibile, per meglio guardare agli impegnifuturi, qui si, di progettazione del cambiamento. C'è tutta unanomenclatura politica che consideriamo inadeguata proprioall'alternativa, alla discontinuità, all'unità ed infine alcambiamento, parola che richiede un duro e particolare esercizio peressere attuato e non solo sbandierato, rispetto alla quale néintendiamo andare in soccorso, né intendiamo chinarci. E' evidente invece, come dimostrano le recenti scelte, che tutto vada per il meglio per Tassi e per Sel, così come obbligate risultano le strade che in futuro gli stessi intenderanno battere. Per quanto riguarda Rifondazione e la FdS, non mi pareciò voglia dire chiudere la porta in faccia a qualsivoglia tipo dialleato, esser sordi a qualsivoglia tipo di dialogo. Non ce ne vogliaTassi se abbiamo questa assurda ambizione: costruire ogni veropercorso solo sulla politica, e con metodi e modalità politici improntati sulla chiarezza e la correttezza delle scelte finanche rispetto a coloro che aspramente critichiamo. Continuare a banalizzare una precisa valutazione politica appunto,rispetto all'amministrazione dell'ente e rispetto al partito dimaggioranza, che sicuramente non è votata ad una vocazioneminoritaria ed identitaria, come qualcuno si ostina a voler farpassare, non aiuta nessuno, né per oggi né per domani. Le speranzeche sia la correttezza a muovere in futuro i passi di ognuno, sonoormai residuali, mi auguro che quantomeno ci venga risparmiatol'imbarazzo di assistere alla nomina nell'esecutivo di qualcunoesterno alle due liste presentate alle provinciali, o peggio, diqualcuno che ricopra già incarichi elettivi in altri enti oaddirittura di qualcuno che già siede nell'esecutivo attuale. La troveremmo scelta insopportabilmente “poco mite” nel senso di“vecchio metodo del fare politica”.
Renato Giannini
Segretario Provinciale
Partito della Rifondazione Comunista



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