lunedì 2 maggio 2011

La lista Fds apre ai movimenti e alla Napoli migliore

di Stefano Galieni

La ridda di liste, gli scontri fra i contendenti stanno rendendo la competizione elettorale a Napoli più complessa di quanto si potesse prevedere. La scelta del Pd e di Sel di appoggiare un candidato come Mario Morcone che – per quanto lontano da tempo dalla vita politica partenopea – rappresenta la continuità con Bassolino, sta facendo crescere il consenso verso De Magistris, l’europarlamentare IdV sostenuto anche dalla Federazione della Sinistra. In lista hanno trovato posto molte candidature esterne ai partiti. La capolista, l’avvocata Elena Coccia conosce molto bene le tematiche della “città che ha nel cuore”: «I miei concittadini non sorridono più, stanno perdendo l’orgoglio di essere napoletani. Ogni anno se ne vanno almeno 9000 giovani e, nonostante la crescita demografica, dalla fine degli anni 80 almeno 250 mila cittadini si sono allontanati dalla città». Molte sono le cause, dalla deindustrializzazione alla disoccupazione (solo con l’Italsider si sono persi 7000 posti di lavoro, 20.000 con l’indotto), almeno il 30% dei ragazzi non ha lavoro. Una città sommersa dall’immondizia, dove non si è riusciti a far partire un serio programma di raccolta differenziata per evitare la catastrofe di un altro inceneritore. Ci si è affidati alla Regione e alle sue grandi opere come l’Ospedale del mare che doveva sostituirne cinque ed è in “zona rossa” sotto il Vesuvio; si è affidato un bel progetto per riaprire il mare alla città e la città al mare alla società “Bagnoli Futura” che dà solo stipendi a persone che già li percepiscono senza aver mai fatto nulla. «Dove sono i capannoni vuoti vogliono far sorgere un termovalorizzatore, in una zona ad altissima densità abitativa -continua Elena Coccia – dovevano essere usati per realtà produttive e artigianato qualificato come il restauro e l’indoratura dei mobili, o la sartoria maschile, attività per cui siamo leader, ma che non viene valorizzata. Da noi fanno i corsi per veline, non per dare vere possibilità di lavoro». Altra questione spinosa è quella legata alla speculazione immobiliare. Sandro Fucito, è fra i principali testimoni per la commissione antimafia rispetto alle attività della società Romeo, a cui sono stati affidati dal Comune 30 mila alloggi che verranno venduti a cifre che gli inquilini non potranno mai permettersi. «La questione della Romeo è una delle tante dimostrazioni della necessità di rompere un aggregato di interessi -afferma Fucito- facendo scelte chiare e segnando una discontinuità con il passato. Dobbiamo ricostruire una speranza dopo anni di malgoverno. Noi abbiamo le carte in regola». Il professore Salvatore Marino, espressione di una delle realtà più reattive nel territorio le Assise di Bagnoli, ragiona su come ridare voce all’astensionismo di sinistra: «L’area orientale di Napoli è un punto di scontro, dall’Assise mi hanno chiesto di restare in lista perché un’affermazione della Federazione potrebbe svolgere un ruolo di condizionamento molto forte, soprattutto sulle questioni ambientali. Basti pensare che con una delibera di modifica al piano regolatore gli alloggi nell’area Italsider sono stati raddoppiati e «con il piano casa Caldoro non saranno case per giovani coppie ma per privilegiati. Caleranno i Caltagirone con una speculazione che non ce la ricordiamo neanche ai tempi di Lauro. Morcone e Lettieri competono fra loro solo per spartirsi le porzioni della torta». De Martino è sostenuto anche da tante realtà ambientaliste, è indipendente ed è stato in Campania fra i fondatori di Lega Ambiente. In questa partita si è rivelato micidiale il ruolo giocato da Sel. Fucito è netto: «Fra la narrazione di Vendola e l’autonomia dal Pd c’è un bel divario. Dopo anni come questi è difficile predicare un nuovo mondo e poi entrare nelle fondazioni di Bassolino, nella gestione dell’azienda idrica, nelle cooperative edilizie a Bagnoli ecc…Anche da loro si ragiona pensando a fare più case e meno attività produttive». Per Fucito una forza del genere è così condizionata che non può stare con De Magistris. «Una sinistra autentica – riprende – si basa sulla materialità delle cose e dei fatti. Sel ha anche finto un confronto e il nostro candidato sindaco ha partecipato, ma era falsato in partenza. I risultati lo hanno dimostrato». Elena Coccia ricorda come la Federazione avesse proposto in passato un “Area per i beni comuni” a Sel e alla corrente che fa capo a Marino, del Pd. «All’inizio venivano anche dirigenti di Sel poi hanno rotto perché non hanno un’idea vera di cambiamento e in molti sono solo interessati alle poltrone. Non capiscono che è finita l’epoca in cui si poteva restare fissi a detenere il potere. Anche loro come il Pd non hanno un progetto per la città, non lo vedono». A Napoli nei giorni scorsi sono scesi in piazza gli operatori sociali che da mesi non ricevono lo stipendio e continuano a lavorare data la delicatezza della loro opera. Sono, a detta dei candidati FdS “cittadini eccellenti”, la cui vita è bloccata perché ci sono 8 milioni di euro fermi fra Regione e Comune, sono i loro stipendi, e manifestavano con uno slogan “il welfare non è un lusso”. Le risorse che dovrebbero giungere alla città sono uno degli elementi che avvelena la competizione, il centro storico di Napoli è stato dichiarato “Patrimonio dell’Umanità” dall’Unesco, giungeranno 220 milioni di euro per il risanamento. Per la destra di Lettieri, il centro è uno solo, per la FdS ogni municipalità – e chi conosce Napoli non può che essere d’accordo – ha un suo centro storico da valorizzare, ma per la gestione di questi fondi non sono neanche state interpellate le associazioni dei cittadini. Sarà importante non solo la vittoria di De Magistris e una affermazione della FdS, ma anche ottenere buoni risultati nelle elezioni municipali. In nove su dieci sinistra e centro sinistra stanno insieme, nelle liste della FdS ci sono molti candidati giovani, indipendenti, che lavorano in associazioni territoriali e che hanno un’idea forte della politica.

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