«Partecipiamo alla missione sotto il comando Nato, ed è stata l’Italia a inisistere perchè fosse così. Quindi, ed è la linea che avevo scelto, non faremo tutta la missione ‘minuto per minuto’». Queste le parole del ministro della Difesa, Ignazio La Russa, in una intervista al ‘Corriere della Sera’. «La Nato non distingue tra l’aereo francese, l’italiano, l’inglese. Ha a disposizione i mezzi delle varie nazioni che partcipano alle azioni, dunque non tocca a me dire che fa l’aereo italiano rispetto al francese o all’inglese. Lo dirà, se vorrà, soltanto la Nato». Poi rimarca la necessità di diffondere meno informazioni possibili e dice di avere «pregato lo Stato maggior della Difesa di proseguire nella diffusione di un comunicato settimanale.
Quello appena uscito parla di 38 missioni nell’ultima settimana, prima del cambiamento operativo». Insomma, la guerra ‘umanitaria’ in Libia è meglio tenerla sotto silenzio, in fondo perché gli italiani dovrebbero sapere quante bombe stanno lanciando i nostri aerei in Libia?
da Contro la crisi.org del 29 Aprile 2011



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