Abbiamo un Presidente della Repubblica che non difende la costituzione come dovrebbe, sicuramente il peggior Presidente del Consiglio favorito da una pessima opposizione parlamentare. Siamo entrati in guerra il 25 di aprile, Marchionne sta facendo quello che vuole dentro le fabbriche, e abbiamo firmato un patto di stabilità che ci toglie la sovranità economica consegnando alle gerarchie finanziarie europee il bastone dell’austerity. La crisi capitalista come spesso accade nella storia produce la guerra, e la guerra come spesso accade costruisce un nuovo ordine sociale. La democrazia in Italia è in pericolo, lo è nel suo complesso perchè viene svuotata di senso da ogni lato. Viene svuotata dall’Europa che dentro la crisi mostra il suo profilo peggiore, fatto di guerra ed austerity. Viene svuotata dal Governo Berlusconi che ha costruito di fatto un regime mediatico ed autoritario che tende a distruggere la nostra costituzione. Viene svuotata dai padroni che utilizzano la crisi e la logica perversa della globalizzazione dentro i luoghi di lavoro per ricattare i lavoratori. La precarietà è generalizzata e la disoccupazione in aumento, i salari dei lavoratori sono i più bassi d’Europa, ed i morti sul lavoro sono una vergogna sulla quale nessuno interviene se non con comunicati di condoglianze.
Uno si chiede come mai, nel paese dove la sinistra contava di più in Europa siamo arrivati a questo. Le risposte sono tante e forse non lo capiremo mai, fatto sta che qui siamo. Dal punto di vista politico Il PD per chi non lo avesse ancora capito mostra compattezza nella sua deriva a destra, dimostrando che il problema del centro sinistra in Italia non è dato semplicemente dal suo gruppo dirigente ma anche dal suo popolo che si è spostato a destra in questi anni in nome di un antiberlusconismo senza contenuti. Quando Bersani risponde al patto di consultazione di Vendola dicendo che il PD è andato oltre ha perfettamente ragione. Il PD oramai è il partito dei poteri forti o di una loro parte consistente in competizione con l’impero berlusconiano. E’ affidabile nel suo atlantismo senza se e senza ma, e lo è talmente tanto che si permette persino di attaccare da destra il PDL sulla guerra. In Italia c’è quindi un’anomalia rispetto all’Europa dato che non esiste una forza socialdemocratica, ma questa anomalia è nominativa e non di contenuti. Se guardiamo bene come si sta comportando la socialdemocrazia europea ci accorgiamo che essa è completamente inserita nella logica liberista. Sono infatti i governi socialdemocratici che stanno macellando i propri popoli in nome del rigorismo che l’Europa della Merkel e della BCE è riuscita ad imporre. Insomma, la socialdemocrazia non esiste più come spazio politico europeo, e la sua cancellazione porta con se populismo e richiesta di welfare gerarchizzato in base al principio di appartenenza etnica.
Mi chiedo se ha ancora senso dividersi ancora a sinistra del PD con varie e disperse entità frastagliate. Mi chiedo se abbia ancora senso costruire un dibattito politicista che confonde quando in realtà ci sarebbe bisogno di chiarezza. Se vogliamo ricostruire una minima capacità d’incisività per la sinistra in Italia andrebbe costruita una convergenza su pochi punti chiari che riattivino quello che oggi è cristallizzato in posizioni disperse. Si vedrà in futuro se invece di lanciare un patto di consultazione con il PD saremo in grado di lanciare un patto di consultazione delle forze sociali in mobilitazione per costruire un nostro punto di vista. Per ora però mi accontenterei che in piazza il prossimo primo maggio la sinistra torni compatta in tutte le sue articolazioni a manifestare contro la guerra e contro i padroni.
FRANCESCO PIOBBICHI
da Contro la crisi.org del 28 Aprile 2011



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