Che l’emergenza idrica a Vibo Valentia fosse finita, solo il sindaco Nicola D’Agostino ha potuto immaginarlo. Giusto colui che ha fatto nulla, pensando fosse già molto. Che ha atteso che tutto si risolvesse da solo, e che ha trovato una “non soluzione” ritenendosi soddisfatto. La realtà, purtroppo, è ben altra. L’emergenza acqua potabile non è finita, ed è ben lungi dall’essere risolta. Le denuncie che arrivano dalla periferia marina, del resto, lo confermano pienamente. Comprendiamo che l’attuale amministrazione, in grande difficoltà, ed in calo di consensi per il prolungarsi della questione idrica, ma non solo, abbia tirato un sospiro di sollievo accontentandosi del rientro di alcuni parametri per decretare la potabilità dell’acqua. Ma il problema non può dirsi risolto. Il monitoraggio costante di tutta la rete idrica è un fatto doveroso. In secondo luogo, sarebbe opportuno cessare ogni rapporto con la Sorical per la fornitura dell’acqua, rivalutando la possibilità di approvvigionamento autonomo, che garantisce sicuramente acqua più sicura, tariffe più adeguate e meno onerose, il rispetto di un diritto inalienabile. Basterebbe riattivare i pozzi già esistenti, e costruire, come hanno già fatto Comuni in ogni parte di Italia, le famose case dell’acqua. Certo, siamo consci che un amministrazione insensibile, incapace e d incompetente – come ampiamente dimostrato in questi lunghi otto mesi – difficilmente saprà trovare la forza per operare verso scelte realmente coerenti per il cambiamento della città. Smentirebbero principalmente le loro menzogne elettorali. Non si comprende dopo un anno di amministrazione quali siano le linee guida e gli obbiettivi prefissati a breve, medio e lungo termine, visto che la loro attività, per ora, si può compendiare in un valzer di poltrone ed avvicendamenti, grandi, piccoli e falliti eventi, di cui non si comprende quale benefico effetto abbiano avuto sulla collettività. Di tutto ciò, oltre che della putrida acqua e dalle strade invase dall’immondizia che emana miasmi letali, il consiglio comunale, gli assessori, ed ultimo, ma non ultimo, il sindaco devono darne conto.
venerdì 29 aprile 2011
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